Rassegna libraria, n. 8, agosto 2006

Napoli e i suoi figli

M.P. Felici

In una serie di ritratti, Antonio Ravel coglie lo spirito della sua città

Tutti i figli di Napoli sono accomunati da uno strano sentimento di odio-amore per questa città così bella e così contraddittoria. E questo sentimento emerge anche dalla raccolta I Napoletani (Di Renzo Editore), una serie di ritratti che lo scomparso Antonio Ravel ha dedicato a quei personaggi che rappresentano un’espressione significativa della città, in una rubrica pubblicata tra il 1975 e il 1976 su Il Mattino.
Quello di Ravel è un tentativo di conoscere meglio Napoli attraverso l’umanità che la anima e se molti dei nomi che figurano nel libro non dicono nulla al lettore moderno o al di fuori di un contesto partenopeo, alcuni sono entrati nella storia della città e non solo. Dal mondo dello spettacolo, in particolare del teatro con Angela Luce, Nino Taranto, Peppino De Filippo, Pupella Maggio, a quello della moda con Fausto Sarli e Mario Valentino, fino alla grande musica con Salvatore Accardo, Napoli e la napoletanità presenti ovunque.
Ma il libro è anche e soprattutto un omaggio a questo giornalista, che ha scritto per Il Giornale e per Il Tempo, collaborando con le grandi firme del suo tempo, come Benedetto Croce, protagonista importante della vita culturale di Napoli, la cui figura viene ricordata nella prefazione da Antonio Lubrano, suo illustre allievo.