La Stampa – Tuttoscienze, mercoledì 23 febbraio 2005, pag. 1

Martin Rees, com’è diverso dai nostri big

Piero Bianucci

Di sé Martin Rees, brillante astrofisico intervistato qui accanto, scrive: «Sono cresciuto in una zona rurale dell’Inghilterra… Non posso dire di aver nutrito da bambino, uno speciale entusiasmo per la scienza… Non ho mai costruito il mio telescopio o il mio piccolo osservatorio».
Tre pagine dopo soggiunge: «Nel 1972, poco più che trentenne, divenni docente alla Sussex University, una nuova università fondata negli Anni 60. Pensavo di restare lì qualche anno, ma quando Hoyle rassegnò le dimissioni da Cambridge, fui nominato suo successore. Perciò, poco dopo più di un anno, tornai a Cambridge (…) Tra il 1973 e il 1992 ho tenuto la cattedra che era stata di Hoyle e ancor prima di Eddington».
Colpiscono due cose: il tono sommesso del grande scienziato; il balzo, così agile ed elegante, a una delle cattedre più prestigiose. Colpiscono per contrasto con la supponenza di certi nostri scienziati e con la macchina oscura e collusoria delle carriere universitarie italiane, benché qui non si trami per un posto a Cambridge ma, talvolta, a Camerino.
Fonte di queste citazioni è il libro di Martin Rees «La lucciola e il riflettore» (Di Renzo Editore, 94 pagine, 10,50 euro). Un intreccio di autobiografia, aneddoti, e commenti sugli ultimi sviluppi della ricerca in fisica e in astrofisica. Dove si sente come la curiosità di Rees stia un poco virando: l’universo è lo scenario meraviglioso, ma sul palcoscenico c’è l’uomo (o, più in generale, la vita!), ed è lì la cosa davvero interessante: «Gli esseri umani – fa notare Rees – sono a metà strada tra il macrocosmo e il microcosmo. Ci vorrebbero tanti corpi umani, per fare la massa solare, quanti sono gli atomi di cui siamo fatti. In effetti, non solo è vero, ma è anche preciso: se si prende la media geometrica tra la massa di una stella e la massa di un atomo, si ha un valore di 55 chilogrammi, cioè all’incirca la massa di un individuo medio. Quindi, le cose più complesse dell’ universo sono intermedie tra macrocosmo e il microcosmo».
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