Secolo d’Italia, mercoledì 1 settembre 2004, pag. 20

Universo, il mistero sopra di noi

Antonio Saccà

Martin Rees ci regala un altro libro, “La lucciola e il riflettore”: un affascinante viaggio tra Big Bang, galassie e buchi neri alla ricerca di risposte scientifiche e divine.
Non credo, al contrario di quanto taluni sostengono, che la scienza risolva le questioni che possiamo definire “sopra l’essere”. A parte il senso della vita neanche le questioni “sopra l’essere” vengono risolte dalla scienza. Sarebbe, tuttavia, inconcepibile non occuparsi e non conoscere quanto la scienza ci dà con riguardo a problemi approssimati alle questioni dell’essere e del senso. Per questo è opportuno leggere di Martin Rees, di cui ho scritto in merito al testo recente della Mondadori, “Il secolo finale”, un altro testo più concentrato e in qualche modo più scientifico: “La lucciola e il riflettore. Alla scoperta del mondo intorno a noi” (Di Renzo Editore). Tale volume ci fornisce interessantissime conoscenze che sono rilevanti anche per chi è un semplice curioso di astronomia. Sarebbe limitativo parlare soltanto di astronomia, vengono fuori questioni apocalittiche, dell’inizio e della fine, per intenderci, e di quell’arco misterioso, sorprendente e per noi essenziale che è la vita, e tra i fenomeni della vita, l’uomo. Che è sorto fuori all’inizio? Anzi: come è sorto fuori l’inizio? Rees accetta la ipotesi dell’esplosione, quella che si chiama ormai in linguaggio assuefatto “Bing Bang”. L’esplosione, al dunque. L’esplosione di qualcosa di indeterminabile che aveva una tale concentrazione, una tale surriscaldamento da non sopportarsi e da infrangersi esplodendo. È andata così? Rees ne è convinto e offre gli argomenti a ciò probatori. Tra gli altri, quello, davvero da non crederci, se non fosse vero, che possiamo cogliere ancora oggi il movimento espansivo della prima detonazione, un allontanamento dal luogo dell’esplosione che dura da epoca immemorabile e che secondo la distanza ci fa percepire il tempo, data la velocità. C’è da rimanere esterrefatti. Siamo nella condizione di percepire sia pure indirettamente l’esplosione iniziale! È possibile? Non solo è possibile, è vero. E allora, vi è stata l’esplosione di un qualcosa così concentrato da non poter reggere nella sua concentrazione giungendo ad una temperatura che lo sbriciolava, parlo in termini meno che tecnici, proiettando quella che sarà la materia, gli elementi, idrogeno, elio, deuterio. Pare che in un tempo infinitesimamente minimo, qualche secondo, il raffreddamento provocò alcuni elementi anziché altri, tutto ciò che viene fuori deriva da questo raffreddamento accaduto nell’arco di qualche secondo. La temperatura, se fosse rimasta come l’iniziale, non avrebbe dato gli elementi che ha dato e dunque le future combinazioni. Incredibile.
Ovviamente la questione non è così semplice e gli scienziati vanamente cercano di semplificarcela. Se il Bing Bang è un’esplosione di “qualcosa” il problema si sposta a questo “qualcosa”. Perché mai esisteva una massa così concentrata da esplodere per eccesso di compattezza e di potenza?! Senza togliere nulla al Bing Bang, a mio avviso, è una idea puramente fantasiosa, la mia, il Bing Bang non è il Bing Bang di qualcosa ma è il Bing Bang che fonda qualcosa! Questa sarebbe un’ipotesi molto più verosimile, nel suo mistero, in ogni caso. Non è il Bing Bang l’esplosione di qualcosa che esisteva, ma è con il Bing Bang che esistette qualcosa, per essere più chiari. Mi fermo qui, la mia ipotesi è fantasiosissima. Tuttavia mi risulta inconcepibile supporre che esisteva qualcosa che pervenne al Bing Bang. In fondo, non è il Bing Bang che interessa, ma quel qualcosa che esisteva prima. Stranamente gli scienziati si occupano del Bing Bang ma non si occupano di ciò che esisteva prima del Bing Bang!
Il libro di Rees è una sorta di viaggio nei misteri dell’Universo. Misteri: basti pensare che noi della materia conosciamo pochissimo, esiste una “materia oscura”, di cui sappiamo poco o nulla, esiste un’energia quasi allo stato puro, esiste una specie di coagulante dell’Universo dovuto appunto alla materia oscura e a questa energia allo stato quasi puro che consente all’Universo di essere quello che è. Al dunque, ciò fa molto piacere ai dilettanti di astronomia, sappiamo pochissimo perfino della materia che vi è nell’Universo. Abbiamo fenomeni stupefacenti, le stelle ai neutroni, i buchi neri: una concentrazione ad altissima densità che assorbe tutto ciò che è esterno ma non rilascia nulla di sé, organismi predatori in qualche maniera che a qualcuno fanno sospettare che un giorno o l’altro saranno i conquistatori dello spazio. E ancora: esiste vita nell’Universo? Vi è qualcosa di intelligente quanto l’uomo? E le galassie un giorno naufragheranno una contro l’altra, si polverizzeranno in scontri rovinosi per l’intero equilibrio cosmico? E saremo i viaggiatori dello spazio, della Luna o di Marte o di Europa? Sfrutteremo lo spazio? Ci sarà un uomo completamente diverso da quello di oggi, adattabile a quelle temperature, a quelle altitudini? O siamo gli unici esseri intelligenti e coscienti? Rees è dell’opinione che siamo un momento nella vita cosmica. Abbastanza presto, si fa per dire, l’uomo si estinguerà, presto si estinguerà l’uomo a cui siamo abituati. Il sole oltretutto ha solo alcuni miliardi di anni a sua disposizione. Anche le galassie più grandiose e presuntuose si polverizzeranno, dicevo. Non è uno spettacolo confortante quello del cosmo. A quanto pare la Morte, il fantasma tremendo per gli uomini, colpirà ovunque. Ma in questo momento, brevissimo, che è la vita e la coscienza della vita, attecchiti entrambi incredibilmente nell’uomo, vale la pena di conoscere e viaggiare e sapere e vivere e sentire consapevoli dell’inaudito mistero del prima dell’adesso e del dopo di noi e del tutto. Al quale mistero taluno non sa dare altra definizione che “essere” nelle sue trasformazione degli elementi, altri il nome di Dio. E gli uni e gli altri in ogni caso è bene che si incamminano negli abissi profondi e altissimi dell’astronomia che è la via d’accesso al mistero della materia o al mistero di Dio. Tenuto conto d’un ulteriore stupefacente evento. Quando le galassie si decomporranno, si scontreranno, si polverizzeranno, poi si ricomporranno, ridaranno pianeti, universi. È l’Eterno Ritorno della materia. E l’uomo?!