Introduzione a

Dov'è la scienza nell'economia?

Sergio Ricossa

Questo libro è nato da un dialogo, una conversazione, una lunga intervista. Il testo è attribuito all’autore col nome in copertina, ma nascosto fra le righe c’è un interlocutore anonimo, che ha posto domande, incuneato aggiunte, formulato critiche e propiziato ripensamenti. Lo stile dello scritto, non privo di qualche rozzezza, denuncia immediatamente che ci si è attenuti al parlato, con poche o poche limature linguistiche. È esattamente ciò che si voleva. Coscienti che tra l’italiano parlato e l’italiano scritto esiste spesso una notevole distanza, si è scelto di pendere, una volta tanto, verso l’italiano parlato accettandone i difetti. “Voce dal sen fuggita...”, con quel che segue.

Le scienze, la scienza economica in particolare, sono per lo più noiose quando gli scienziati si esprimono in modo troppo sorvegliato. Nel discorso che si improvvisa, le scienze diventano meno precise, ma più potabili, forse. Cadono le sofisticherie, che sono le principali nemiche della divulgazione. Ma, è ovvio, chi ascolta (o chi legge) deve rendersi conto di assistere a una specie di jam-session, non a un accurato concerto classico. Il concerto è stato provato e riprovato, la jam-session viene come viene di primo acchito.

L’autore ha resistito alla tentazione di correggere le bozze quando la correzione avrebbe snaturato l’opera. La quale opera o si prende così come è, o non si prende affatto. L’editore crede nell’esperimento, l’autore pure, tuttavia l’ultima parola tocca al lettore.