Rassegna libraria, n. 8, agosto 2005

Kagarlitsky, la forza del paradosso

Maria Pia Felici

È davvero un paradosso che Boris Kagarlitsky, sociologo e giornalista di successo, oggi una delle voci più influenti della sinistra russa, sia stato arrestato per attività antisovietiche dal regime di Brezhnev e per attività filosovietiche in quello di Yeltsin, ma forse anche la sua epopea è un segno dei tempi che cambiano. E proprio Dove va la Russia è la domanda che anima questo libretto uscita nella serie I DIALOGHI (Di Renzo Editore), in cui Kagarlitsky delinea le ambiguità e i paradossi del suo paese, interpretando i cambiamenti politici e sociali sempre al limite del parossismo.
Partendo dalle esperienze della sua famiglia, protagonista di mezzo secolo di storia sovietica, il sociologo riflette con humour intelligente e sottile cinismo sulla nuova rivoluzione che ha investito la Russia, spaziando dall’economia all’architettura, dalla sociologia alla storia, spingendosi verso posizioni sempre ai limiti dell’establishment.
Il libro, a metà tra una biografia e una lucida analisi della Russia di oggi, si conclude con una breve descrizione del fenomeno no-global e della sua città, Mosca, che secondo Kagarlitsky più emblematicamente raffigura le ambiguità della nostra epoca.