Area, Politica-Comunità-Economia, n° 97, dicembre 2004, pag. 81, Cultura

Le grandi ombre e il mondo moderno

Un viaggio nelle sensazioni e nell’emozioni filosofico-letterarie

Giorgio Carpaneto

Abbiamo parlato a lungo con Antonio Saccà nella sede dell’Università del Duemila, istituto per tutte le età che ha più do sessanta corsi e una notevole attività sociale oltre che informativa. Ma l’occasione dell’incontro non riguardava la sua attività di docente, piuttosto quella di saggista e scrittore, trentun volumi, innumerevoli saggi, tra i quali ricordiamo le sua ultime fatiche, Dio e la sua ombra (Di Renzo Editore, pp. 96, 9 euro) e Guerra privata degli Stati Uniti (Koinè Edizioni).
Saccà, ci parli dei due saggi che abbiamo ricordato.
Guerra privata degli Stati Uniti è un saggio che vorrebbe mostrare come perfino la guerra stia diventando un fatto privato dei grandi gruppi economici, i quali mandano eserciti, provocando addirittura i conflitti per poi poter investire con la ricostruzione. Questo grave fenomeno imbarbarisce il mondo perché conduce fuori dalle regole del diritto internazionale. Il mio libro voleva significare, appunto che, ormai i grandi gruppi economici sono nella condizione di asservire Paesi – anche potentissimi come gli Usa – facendo quel che vogliono per i loro vantaggi, indipendentemente poi se i vantaggi siano effettivi per la nazione o addirittura, talvolta, non provochino addirittura danni.
Una situazione che oggi visibile in molte parti del mondo. Venendo alla sua ultima fatica, che significa il titolo Dio e la sua ombra?
Dio è la presenza visibile, luminosa, intuitivamente precisabile per chi ha fede. Ma dietro Dio vi è l’ombra, il mistero, l’imperscrutabilità, forse addirittura il nulla. Ecco, Dio e la sua ombra vuol rappresentare questo doppio aspetto della divinità: un aspetto palese e nitidamente riconoscibile da parte del credente; e un aspetto nascosto, appunto d’ombra, riconoscibile anche da parte dei non credenti.
Leggendolo, più che un saggio sembra di avere fra le mani un romanzo…
Il libro è un dialogo con alcuni filosofi… Eraclito, Parmenide, Marx, Nietzsche… Tuttavia la parte emozionala, espressiva, va al di là del semplice chiarimento dei concetti. Il protagonista, che immagina di andare nell’aldilà, incontra l’Essere, l’Ombra di se stesso, l’Individuo in quanto tale, la signora Morte, Dio medesimo… ma anche l’Ombra del padre, l’Ombra della madre e altri, come ad esempio Leopardi. Con tutti costoro il dialogo è anche concettuale, d’idee, di visione della vita. Ma torno a dire che questi dialoghi, per quanto a carattere filosofico, sono fondati sull’emozione, sull’amore per questi personaggi, sul tentativo di cogliere da essi un orientamento nella vita.
Una serie d’incontri di tipo quasi dantesco, quindi. Ma queste grandi ombre sono state le letture della sua formazione?
È piuttosto semplice quello che viene fuori. La vita è destinata a concludersi con la morte, non c’è riparo. Ciò che non dico dobbiamo ma possiamo fare, è vivere alcuni ideali, la patria, la cultura. l’amore, l’arte e riuscire a sopportare la coscienza della morte. In sostanza gli ideali, anche se non annientano la morte, tuttavia ce la nascondono per un po’, la colorano, la rendono invisibile. Il rischio che stiamo vivendo nella nostra epoca, è quello di non avere più queste illusioni ideali, queste illusioni vere, come scrivo, e andare diritti nella morte dopo una vita affannata e insensata. Ma il vero senso del libro è il bisogno di amare autori e personaggi che mi hanno dato il piacere di leggere, di pensare, di scoprire la vita, di esprimerla: Leopardi, Lucrezio specialmente, Don Chisciotte ed altri. Il senso del libro che io ho vissuto scrivendolo è che una vita senza amore e senza ammirazione non vale la pena di viverla. A differenza di quel che purtroppo avviene troppo spesso – abbassare gli altri per sentirsi elevati – ritengo che si debba innalzare e ammirare per elevarsi. Come si vede, tutto l’opposto della nostra epoca.