Almanacco della Scienza, n. 17 del 9 novembre 2005

Induzione: cos’è e come funziona

Rita Bugliosi

Da sempre è il metodo usato dagli investigatori per trovare i colpevoli, dagli scienziati per elaborare nuove teorie o dai manager per modificare la propria azienda in funzione del mutamento del mercato. E non c’è nulla di strano, perché l’induzione trova la sua espressione migliore proprio nell’applicazione a situazioni incerte. Il pensiero induttivo, a differenza della deduzione, permette di raggiungere conclusioni originali e creative, ma è anche un procedimento che può determinare errori e che, proprio per questo, è stato maltrattato dalla psicologia e dalla filosofia. Per porre rimedio a questo ingiusto atteggiamento e spiegare il processo induttivo e i meccanismi che lo sovrintendono, Alessandra Testa, docente di scienze cognitive alla facoltà di Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza”, ha pubblicato “La mente e l’imprevisto” [Di Renzo Editore, Roma].
Il libro prende le mosse dalla spiegazione del termine induzione - ‘Le inferenze induttive sono quei processi di pensiero che ci portano dalle premesse alle conclusioni, aumentando la quantità di informazioni in nostro possesso’; prosegue con un excursus sull’induzione nella tradizione filosofica da Aristotele fino a Carnap, Goodman e Quine. Tratta, infine, le metodologie utilizzate dalla ricerca attuale per studiarla e, in particolare, il nuovo approccio allo studio della mente proposto dalle scienze cognitive che, per indagarne i funzionamenti, si servono dei contributi provenienti dai più diversi settori del sapere (psicologia, intelligenza artificiale, filosofia, linguistica, antropologia).
L’opera ha un’impostazione un po’ didattica e manualistica, ma, come viene precisato dall’autrice, nasce come testo per gli studenti universitari. Tuttavia, come si legge nell’introduzione, 'costituisce anche un punto di partenza per tutti coloro che si interessano alle nuove metodologie di ricerca sul funzionamento della mente e, in particolare, all’induzione’.