Almanacco della Scienza, n.13 del 7 luglio 2004, in libreria

Una vita tra numeri e avventura

Alessandro Sandorfi

Un libricino piccolo. Poche pagine ricche di emozioni, proprio come recita il titolo: “Matematica ed emozioni” [Di Renzo Editore, Roma]. Una vita drammatica quella di Imre Toth, autore del libro. “Un evento poliziesco dietro l’altro […] Prima devo fuggire, scappo, non so se mi salvo. Poi mi imprigionano, mi condannano, riesco ad evadere, mi nascondo, mi trovano; scappo di nuovo, quando mi trovano, mi mettono sul treno per Aushwitz e mi salvo”. Una burrascosa militanza nel partito comunista ungherese, la distanza dopo i fatti d’Ungheria del ’56, l’insegnamento della filosofia, la Francia e l’amore per la matematica. Passione unica e grande. Le pagine cui Toth affida il racconto del suo percorso intellettuale sono davvero ricche di passione: la matematica come événement de l’esprit, come unica espressione di libertà. Una libertà, che da Aristotele a Cusano è manifestazione di due mondi e prerogativa divina, veicolata da “un atto di cui solo l’essere umano è capace: la negazione”.