Parlando con Federico Zeri

Valeria Arnaldi

Stampato nel 1998 e ristampato oggi, nel 2002, "Caro Professore" è una pubblicazione di Di Renzo Editore, che ha riscontrato un grande successo. La collana "Dialoghi" presenta una serie di interviste-noninterviste con personaggi di spicco della scena culturale nazionale. La parola corre libera, senza essere sottoposta al vincolo di una domanda specifica, ma guidata dalla scelta di temi, con cui l'intervistatore - la cui voce scompare al momento della pubblicazione - 'orienta' i pensieri dell'intervistato.

"Caro Professore" è una riflessione di Zeri sulla situazione dell'arte in Italia, sulla sua gestione, sulla scuola, ma, soprattutto, sulla fuga dei cervelli dall'Italia. Ciò che manca nel nostro paese è la 'cultura della cultura'. I beni artistici e culturali che costituiscono il nostro patrimonio sono spesso sottovalutati, se non addirittura ignorati. Chi si occupa della loro gestione - dichiara Zeri - sembra farlo al solo scopo di promuovere il suo nome e non per ottenere dei risultati effettivi. La 'gestione della cultura' non va bene perché manca una struttura didattico-formativo capace di supportarla. Sarebbe auspicabile ripensare ad una Università diversa, in cui i titoli non vengano valutati in quanto tali, ma per il lavoro e le conoscenze che rappresentano.